L'elogio della lentezza

"Una delle chiavi della padronanza delle arti marziali è che anche il movimento più rapido deve essere generato da una mente calma e riflessiva".*




Credo che la lentezza sia la soluzione migliore per affrontare lo studio di un brano.
Ma... cosa si intende per lentezza?
Io forse la definirei "il tempo che ognuno di noi ha, dentro di sé, per fare le cose con calma, nel presente". Ognuno di noi ha un ritmo differente, che si può notare dalla camminata, dal respiro, dal battito cardiaco; inoltre, se battiamo il tempo con una mano, avremmo il "nostro" ritmo. La difficoltà sta nel capire quale è, senza fretta e senza ansia.
Possiamo camminare velocemente, perché crediamo sia tardi, oppure lentamente, assaporando i passi, osservando quello che ci circonda e ascoltando il respiro (o altro ancora). Possiamo fare qualsiasi azione con il ritmo giusto, ossia essendo presenti e concentrandoci sul presente, oppure presi da una fretta che per la maggior parte delle volte è messa da noi stessi e non da eventi reali. Lo so, mi ripeto nelle cose che dico.

Sullo strumento studiare lentamente significa rallentare al massimo la condotta dell'arco e la caduta delle dita, in modo da avere la totale consapevolezza di quello che facciamo.
Studiamo un qualsiasi brano più lentamente possibile, facendo attenzione a tutto quello che riteniamo importante: l'arco (dritto, appoggiato, cambio morbido) e sinistra (caduta delle dita, intonazione).
Per quanto riguarda l'arco di solito si tende a preferire la velocità e lo "spolverare la corda" alla lentezza e all'appoggio. Proviamo a concentrarci costantemente al braccio che scarica il peso sulle corde.
La mano sinistra deve essere ferma (non rigida) e le dita devono cadere morbidamente sulle corde, senza eccessivo sforzo: io penso alla caduta sulle corde e non sulla tastiera. E, più importante di tutto, il dito deve cadere con la massima fermezza, senza fare quella che io chiamo la "scivolarella": se è sbagliato si alza e si corregge, come minimo ripetendolo tre o quattro volte in modo corretto. Correggere continuamente il dito in fase di caduta è dannoso e non serve né all'intonazione né alla stabilità della mano. In concerto, poi, ci si corregge di continuo in questo modo!

Lentamente significa..... molto, molto, molto lentamente.


*http://pensarealnaturale.blogspot.it/2011/03/nella-tua-pazienza-e-la-tua-anima.html?spref=fb