Io "gioco" il violino

Ho sempre riflettuto molto sulla differenza tra l'espressione italiana "suonare" e quelle straniere jouer e play. Senza che questa riflessione diventi una polemica negativa sulla considerazione della musica in Italia, penso a quanto possa essere differente immaginare il suonare come a un gioco.





Penso che la difficoltà del suonare, sia tecnica sia emotiva, sia presente in ogni paese, ma di sicuro i nostri sforzi per rendere l'atto più piacevole saranno ricompensati. Di sicuro lo studio è faticoso, è un atto giornaliero di grande volontà. Però non deve essere trasformato in qualcosa di perennemente frustrante e negativo.
Cerchiamo di essere sempre positivi, di divertirci, di dare qualcosa alla musica mentre suoniamo. Cerchiamo di ricordarci sempre della musica.
A volte siamo presi da problemi che di sicuro hanno una loro base reale (IL QUARTO DITO.....!!! CHE CROCE.....!!) ma non possono farci dimenticare il fraseggio di Bach o di Mozart, ma anche l'andamento di una scala, il bel suono, la piacevolezza di uno studio - anche di Curci. Non possiamo suonare un brano musicale ossessionati dal quarto dito, è un supplizio. Meglio un quarto dito calante, o una corda vuota in sostituzione ogni tanto, che un intero brano rovinato da un pensiero costante e martellante.
Ovvio.  se il problema c'è, si può affrontare, magari a parte, per un tempo determinato (un tempo che non ci faccia venire una tendinite al mignolo) e con la massima precisione. Riguardo a questo si può leggere il post "Dr. Jekill e Mr. Hyde".

Un esercizio divertente è quello di immaginare mentalmente un brano musicale, anche difficile. Non importa se non si conosce bene tecnicamente, l'importante è saperlo suonare diciamo  a un 50%. Bene, provate ad eseguirlo sempre come se venisse benissimo, come se fosse perfetto, come se voi foste Perlman (o immaginate voi il vostro musicista preferito) davanti a 5.000 persone. Sbagliate le note, inventatevi le arcate, le diteggiature, ma mantenete tutto quello che è musicale: ritmo, fraseggio, dinamica e la musica! Immaginate, immaginate, immaginate: voi siete Perlman che suona divinamente, sciolto, morbido e soprattutto... sorridente! Ma dovete essere lui, senza mentire!