Il "presente" è un dono

Ieri ho seguito un seminario di Salvatore Brizzi (chi è curioso a riguardo trova tutto su youtube). Brizzi, così come altri filosofi e studiosi, parla di un aspetto fondamentale della vita che è il "qui e ora", il presente, l'adesso. Tutti noi viviamo il presente con la preoccupazione del futuro e la pesantezza del passato che ci condizionano in modo eccessivo. Raramente ci godiamo l'attimo, che soffochiamo spesso facendo più cose contemporaneamente (mangiare, camminare, parlare, cellulare, computer...).

Nello studio di uno strumento credo sia importante proprio concentrarsi su quello che si fa, su un aspetto musicale alla volta: bellezza del suono, condotta dell'arco, caduta delle dita, intonazione, velocità...
Ci sono grandissimi strumentisti che studiano poche ore al giorno, proprio perché lo fanno in modo molto concentrato e con un obiettivo specifico da raggiungere. Lo studio deve essere quindi sempre CONSAPEVOLE, mai meccanico o ripetitivo.
Un amico mi raccontava di studiare le corde vuote lente leggendo il giornale.... forse a quel punto conviene posare lo strumento e leggere davvero il giornale.
Non è facile rendere ogni giorno diverso uno studio che è ripetitivo come quello di uno strumento. La nostra abilità sta proprio nel trovare sempre spunti e obiettivi diversi.

In fondo è così come si vive la vita stessa: c'è chi si sente nella ruota del criceto chi invece apre la finestra la mattina curioso di sapere come andrà la giornata.