Eppur si muove...

Suonare e muoversi: come e quanto?
Ci sono violinisti come Vengerov che si muovono in modo incredibile, dalla punta dei piedi a quella dei capelli (lui tra l'altro ha una mimica del viso ricchissima di espressioni). Ce ne sono altri invece che sono totalmente immobili e fermi, saldi sui loro piedi.
La scelta di muoversi mentre si suona è totalmente personale; diciamo che dipende anche dall'occasione. Un solista può sicuramente permettersi un maggior movimento rispetto a chi suona in orchestra.
In uno dei primi post di questo blog ho parlato di quanto sia importante la postura: piedi ben saldi a terra, busto solido, spalle rilassate e braccia morbide. Questo ovviamente è il primo passo per la "base". Da questa si può partire per muoversi più o meno liberamente seguendo la musica.
Quello che trovo assolutamente sbagliato è il movimento ripetitivo, il dondolio (che a volte può essere addirittura fuori tempo), che va controllato.

Un esercizio utile può essere quello di "danzare" con la musica: prendiamo un brano che ci piace e che conosciamo bene. Chiudiamoci in una stanza perché in questi casi è necessario per potersi lasciare andare liberamente. E iniziamo a muoverci seguendo la musica, muovendo le gambe, le braccia, il corpo, chiudendo gli occhi.... Non suoneremo mai così di fronte a nessuno.... ma la sensazione di quel movimento liberatorio rimarrà sempre dentro di noi.





Questa immagine è tratta dal film "La foresta dei pugnali volanti" (per chi non lo avesse visto: la danzatrice è cieca).